Oltre un secolo di bellezza

Il Museo Archeologico, posto in una posizione di eccezionale importanza storico-archeologica e bellezza paesaggistica, conserva i resti materiali della lunga storia fiesolana, raccontando ai suoi visitatori le varie culture che si sono susseguite a Fiesole, da quella villanoviana agli Etruschi, dai Romani ai Longobardi, con attenzione anche al periodo del collezionismo antiquario, che ha convogliato proprio in questa città (tappa del grand tour) reperti importanti.

Fiesole si dotò di un primo ed embrionale Museo Archeologico grazie ai ritrovamenti effettuati durante gli scavi del Teatro Romano e ad alcune donazioni da parte di privati; nel 1878, la Commissione Archeologica Comunale istituì ed inaugurò al pubblico il piccolo Museo civico, collocato in alcune sale del Palazzo Pretorio, affacciato su Piazza Mino ed attualmente sede dell'amministrazione comunale.

L'ordinamento delle collezioni, tuttavia, si presentava caotico e non permetteva la valorizzazione e la fruizione dei reperti, tanto che, nella relazione indirizzata al Soprintendente e al Sindaco a conclusione del lavoro di catalogazione e inventariazione, Edoardo Galli, direttore del Museo dal 1914, scriveva: "Il Museo Civico di Fiesole, fin dalla sua istituzione ufficiale (1878) non ebbe un catalogo e neppure un inventario delle cose archeologiche che raccoglieva [...] Più che di un vero e proprio museo utile agli studiosi e di attrattiva per i molti touristes che frequentano Fiesole, esso ebbe finora la fisionomia di un magazzino disordinato, con una grande congerie di oggetti fiesolani e non fiesolani, esposti quasi alla rinfusa soprattutto per la deficienza dei locali e del mobilio".

Fu proprio nel 1914 che le collezioni furono spostate dal Palazzo Pretorio e collocate nel Museo che le accoglie ancora oggi e che ha da poco festeggiato il suo centenario: realizzato appositamente dall'architetto Ezio Cerpi, l'edificio ha caratteri neoclassici (riproduce, infatti, un tempietto ionico) ed è situato nell'area archeologica, proprio sopra il Teatro Romano. L'ordinamento del nuovo museo fu opera di Edoardo Galli e di Luigi Adriano Milani, rispettivamente Ispettore e Soprintendente alle Antichità d'Etruria, e si basava sulla diversa provenienza dei reperti, così che si avesse l'idea di un "museo della città".

Con le scoperte effettuate durante i nuovi scavi nell'Area ed in città, la collezione fiesolana del Museo Archeologico fu incrementata e si sentì il bisogno di un rinnovamento delle sale (1954); nel 1981 il Museo subì un completo riallestimento, che lo rese più moderno e più spazioso, grazie alla creazione dei ballatoi su cui fu ordinata la sezione antiquaria, mentre, al piano inferiore, trovò posto la sezione topografica. Un altro momento importante per la formazione del Museo Civico Archeologico fu l'acquisizione, nel 1987, delle ceramiche greche, magno-greche ed etrusche donate dal Professor Alfiero Costantini; la collezione fu ospitata in una sala separata dal resto del Museo (l'Antiquarium Costantini) fino al 1997, quando venne aperto un sottopasso che mise in comunicazione i due edifici e creò un percorso di visita unitario.

Oggi i visitatori, accedendo dall'Area archeologica, possono seguire un percorso che si articola su più livelli:

- al piano terra, le prime sale sono dedicate ai reperti provenienti dal territorio fiesolano (ceramiche villanoviane, reperti bronzei e lapidei etruschi e romani), all'esposizione dei materiali rinvenuti negli scavi del Teatro, delle Terme e la stipe votiva del tempio di Minerva, oltre al particolarissimo torso di leonessa in bronzo. La piccola Sala 4, invece, raccoglie alcuni dei reperti appartenenti al nucleo originario del museo del 1878 e prepara il visitatore alla sezione antiquaria del piano superiore;

- i ballatoi ospitano, appunto, la sezione antiquaria, con la bellissima Collezione Costantini, i buccheri, la parte numismatica e le sculture, provenienti soprattutto da Roma grazie alle donazioni di privati;

-il sottopasso e la nuova ala del Museo sono dedicati alla sezione longobarda: qui sono state ricostruite alcune sepolture rinvenute nell'Area archeologica e nella città e si possono ammirare molti reperti provenienti dai corredi funerari.

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